Ansia per due italiani scomparsi in Libia, e in Israele è scontro sui maltrattamenti alla Flotilla

La rete internazionale degli attivisti della Flotilla affronta una grave emergenza in Libia e in Israele. In Libia, si sono perse le tracce di un gruppo di volontari, tra cui due italiani, un pugliese e una piemontese. La portavoce della Flotilla, Maria Elena Delia, ha comunicato all’ANSA che il gruppo, composto da una decina di attivisti, era entrato a Sirte per negoziare la ripartenza del Land Convoy. Si teme che possano essere stati arrestati. L’Unità di crisi della Farnesina è già attiva per verificare la situazione dei due connazionali.

In Israele, la Flotilla è al centro di una polemica istituzionale dopo la diffusione di video che mostrano maltrattamenti ai danni degli attivisti della Global Sumud Flotilla. Le immagini, condivise dal ministro della Sicurezza Nazionale Itamar Ben-Gvir, hanno suscitato la condanna del presidente Isaac Herzog, che ha definito gli atti brutali e ha criticato i coloni violenti in Cisgiordania. Ben-Gvir ha risposto su X, affermando che Herzog non è degno di essere presidente.

Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno respinto le accuse di violenza, sottolineando che i loro ordini prevedono un trattamento rispettoso per gli attivisti. Hanno chiarito che, una volta sbarcati ad Ashdod, la responsabilità della sorveglianza degli attivisti è passata al personale del servizio penitenziario e della polizia, sotto il ministero di Ben-Gvir.

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