A Washington: un sottosegretario al controverso summit sul terrorismo di sinistra

Il governo italiano parteciperà al summit sul terrorismo convocato a Washington dal Segretario di Stato americano Marco Rubio, previsto per la prossima settimana. L’incontro ha l’obiettivo di affrontare la “rinascita del terrorismo transnazionale di estrema sinistra”. La decisione di partecipare è stata presa dopo un’attenta valutazione e su impulso della premier Giorgia Meloni, che ha optato per una presenza diplomatica di basso profilo, inviando un sottosegretario anziché esponenti di alto livello.

La scelta italiana riflette la cautela di molte cancellerie europee nei confronti di un evento considerato controverso. Alcuni osservatori vedono l’iniziativa dell’amministrazione Trump come una crociata contro il movimento Antifa, già definito dal presidente come “organizzazione terroristica interna”. Il Dipartimento di Stato sta valutando di qualificarlo come “terrorismo straniero” per ampliare gli strumenti di sorveglianza e indagine.

Tuttavia, la strategia della Casa Bianca suscita preoccupazioni anche a Washington, dove alcuni funzionari temono che possa ritorcersi contro i conservatori in caso di un ritorno al potere dei Democratici. A livello internazionale, oltre 60 Paesi sono stati invitati, ma molti hanno espresso riserve, sia per il breve preavviso che per la vaghezza degli obiettivi. Alcuni diplomatici hanno sottolineato che la sinistra radicale non è vista come una minaccia prioritaria.

In Italia, il dibattito politico si è acceso, con le opposizioni che hanno chiesto al governo di disertare il summit, accusando l’iniziativa di richiamare pratiche di maccartismo. Per Palazzo Chigi, rifiutare l’invito sarebbe stato politicamente rischioso, soprattutto dopo le recenti tensioni tra Meloni e Trump. La scelta di partecipare con una delegazione di secondo piano cerca di mantenere un equilibrio diplomatico con Washington senza allinearsi completamente alla sua linea ideologica.

Condividi l’articolo
Pubblicità Pubblicità