A Praga sfilano in migliaia per difendere l’emittenza pubblica: indetto sciopero di 24 ore

A Praga sfilano in migliaia per difendere l'emittenza pubblica: indetto sciopero di 24 ore

A Praga e in altre città della Repubblica Ceca, migliaia di studenti universitari e artisti hanno partecipato a una manifestazione in sostegno dello sciopero di 24 ore indetto dai lavoratori della televisione e della radio pubblica. L'agitazione è stata provocata da un piano governativo che prevede tagli ai finanziamenti, l'abolizione del canone e il trasferimento delle risorse nel bilancio statale. I manifestanti hanno descritto il progetto come un tentativo di compromettere l'indipendenza e la sostenibilità delle emittenti, chiedendo al governo di ritirare la riforma. Lo sciopero ha comportato limitazioni nelle trasmissioni e i partecipanti hanno marciato dalla sede della televisione pubblica fino a Piazza Venceslao, dove si sono radunati in segno di supporto.

Il conflitto sul futuro delle emittenti pubbliche si intensifica, con un'indagine del Reuters Institute del 2025 che le colloca tra le fonti di informazione più seguite e affidabili del Paese. Il disegno di legge governativo ha già superato un voto preliminare e attende ora un ulteriore dibattito in Parlamento. L'esecutivo, guidato dal premier Andrej Babis, ha accusato i media di parzialità. La riforma prevede l'eliminazione del canone mensile, attualmente principale fonte di finanziamento per le emittenti.

I partiti di opposizione hanno paragonato le proposte a riforme simili attuate in Ungheria, sostenendo che il passaggio dei finanziamenti al bilancio statale potrebbe rendere le decisioni sui fondi suscettibili a pressioni politiche. I media hanno definito insostenibili i tagli previsti, che riporterebbero i budget della televisione e della radio a livelli del passato. Babiš ha affermato che il governo sta semplicemente cercando di ridurre l'onere finanziario per i cittadini.

Condividi l’articolo
Pubblicità Pubblicità