A Palermo si cerca il paziente zero, si teme il focolaio di difterite

A Palermo si registra un aumento delle vaccinazioni dopo la morte di una bambina di quattro anni, sospettata di essere affetta da difterite. Nel centro vaccinale della borgata Pallavicino, dove viveva la piccola, è stato necessario raddoppiare il personale medico per gestire l'afflusso, mentre nel centro di via Giorgio Arcoleo le scorte del vaccino esavalente, efficace anche contro la difterite, sono andate esaurite, costringendo a utilizzare riserve. Si stima che nelle prossime ore l'aumento delle vaccinazioni potrebbe arrivare al 10%.
L'Asp di Palermo ha avviato un'indagine epidemiologica per ricostruire i contatti della bambina e individuare la possibile origine del contagio. Sono stati effettuati tamponi a gran parte del nucleo familiare della vittima e circa venti familiari si sono recati nei centri vaccinali per ricevere il vaccino esavalente. Le persone potenzialmente esposte saranno sottoposte a verifiche della situazione vaccinale, tamponi e chemioprofilassi con antibiotici.
Antonio Cascio, direttore dell'unità di Malattie infettive del Policlinico di Palermo, sottolinea l'importanza di rintracciare il "paziente zero", poiché potrebbe esserci un portatore sano tra i conoscenti della bambina. Cascio invita alla cautela riguardo al rischio di diffusione della malattia, definendo il rischio attuale come minimo e parlando di un possibile focolaio epidemico piuttosto che di un'epidemia vera e propria.
Infine, Cascio evidenzia che la Sicilia è ultima in Italia per vaccinazioni in età pediatrica, con una copertura dell'85%. Secondo lui, questo è dovuto a ignoranza e cattiva informazione, spesso amplificate dai social media, che diffondono notizie false riguardo ai vaccini.
