A Gibellina le foto dell’uomo “invisibile”, Liu Bolin

A Gibellina le foto dell'uomo "invisibile", Liu Bolin

Un uomo si mimetizza perfettamente con il cemento che ricopre le macerie del Belìce, indossando le stesse sfumature, dal bianco al grigio, del Grande Cretto, l'opera di Alberto Burri. In altre immagini, il suo corpo si fonde con il parco archeologico di Selinunte, apparendo quasi come una delle colonne del tempio di Hera.

Questi scatti sono parte di una mostra al MAC, il museo di arte contemporanea Ludovico Corrao di Gibellina, e vedono come protagonista Liu Bolin, noto a livello internazionale come "l'uomo invisibile". Le sue opere, caratterizzate dalla fusione con l'ambiente circostante, sono realizzate attraverso una tecnica di body painting che crea un legame tra distruzione e rinascita, passato e futuro.

Le fotografie sono state scattate durante le performance di giugno, in occasione di Gibellina Capitale dell’Arte Contemporanea 2026. La mostra, intitolata "Macerie" e curata da Andrea Cusumano, sarà aperta al pubblico fino al 10 dicembre.

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