Le scuse del cronista Adriano Cappellari: “Mi sono inventato tutto: l’attentato non era vero”

Le scuse del cronista Adriano Cappellari: "Mi sono inventato tutto: l'attentato non era vero"

Adriano Cappellari, aspirante giornalista di Enego, ha rilasciato una lettera di scuse in cui ammette di aver simulato un attentato incendiario alla sua abitazione per farsi passare per vittima della malavita. La Procura di Vicenza lo accusa di reati tra cui incendio, calunnia e truffa ai danni di un ente pubblico. L'interrogatorio di Cappellari, durato circa due ore e condotto dalla pm Alessia Grenna, ha rivelato che il giovane avrebbe creato autonomamente il materiale incendiario utilizzato nell'incidente del 30 maggio e avrebbe anche redatto una lettera minatoria a suo nome.

Le indagini hanno portato alla luce acquisti online di cartucce di gas e alcol etilico, utilizzati per l'azione incendiaria. Nella lettera, Cappellari esprime rammarico per aver tradito la fiducia di chi lo ha sostenuto e chiede scusa alla sua famiglia, agli amici e alla comunità. Riconosce la gravità delle sue azioni e afferma di voler collaborare con le autorità per chiarire la vicenda.

Cappellari, consapevole delle conseguenze delle sue azioni, ha dichiarato di voler trasformare il suo errore in un'opportunità per contribuire positivamente, offrendo il suo aiuto a don Patriciello e alle iniziative per la legalità. Conclude la lettera esprimendo il desiderio di ricostruire la propria vita e riconquistare la fiducia perduta.

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