Nuovi camini idrotermali e un grande cratere sottomarino al largo di Panarea

Uno studio condotto dall'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) in collaborazione con la Stazione zoologica Anton Dohrn ha portato alla luce una nuova area di intensa attività idrotermale a nord-est dell'isola di Panarea. I ricercatori Antonino Torre, Agostino Semprebello e Alessandro Gattuso, coordinatore della ricerca, hanno sottolineato l'importanza di riconsiderare l'estensione del sistema idrotermale sottomarino conosciuto fino ad oggi. Questa scoperta offre nuove opportunità per approfondire la comprensione della dinamica e dell'energia del sistema vulcanico di Panarea, nonché del suo impatto sull'ecosistema circostante.
Per confermare la presenza delle strutture e valutarne l'attività, nel luglio 2026 è stata effettuata un'indagine diretta utilizzando un veicolo subacqueo telecomandato (Rov), fornito dall'Università di Padova e pilotato da Marco Munari. Le immagini e i filmati acquisiti hanno rivelato un'intensa attività di degassamento all'interno di un grande cratere, con emissioni visibili lungo le pareti e nel settore più profondo. Inoltre, nell'area dei camini sono state documentate recenti attività idrotermali e un elevato tasso di emissione di gas dal fondale marino. Le strutture osservate presentano caratteristiche morfologiche simili a quelle dei camini idrotermali già noti nell'area di Smoking Land, scoperta nel 2015 a sud dell'isolotto di Basiluzzo.
