Il dramma dei migranti a Ceuta: tra i respingimenti dell’esercito e l’inganno dei social

Il dramma dei migranti a Ceuta: tra i respingimenti dell'esercito e l'inganno dei social

Il sogno di raggiungere l'Europa si infrange sulle rive di Ceuta, enclave spagnola in territorio africano. Le testimonianze raccolte sul posto evidenziano una sofferenza profonda. Un padre racconta della spaventosa traversata a nuoto compiuta con la figlia piccola, Rihal, che è rimasta muta da tre giorni a causa dello shock psicologico. Nonostante l'aiuto temporaneo di una famiglia locale, l'estrema stanchezza lo spinge a rinunciare e tornare in Marocco.

La situazione è resa ancora più drammatica dalla presenza dell'esercito spagnolo, che presidia l'area e respinge i migranti. Le forze di polizia bloccano quanti tentano di disperdersi in città, mentre decine di persone vengono ammassate sotto il sole cocente. Al passaggio delle telecamere, i soldati ordinano ai giornalisti di allontanarsi, sostenendo che le riprese possano compromettere il lavoro dell'Europa. Tra i rilievi montuosi, alcuni superstiti raccontano il terrore di aver calpestato i corpi di vittime soffocate o annegate nella calca.

A complicare la situazione è la disinformazione digitale. Molti giovani affermano di essere stati convinti da video virali su Instagram e altri social network. Profili come "haraga_fnidek" hanno lanciato appelli per esortare i ragazzi a varcare la frontiera con ogni mezzo. Resta ora da capire chi abbia diffuso questi messaggi ingannevoli e quali siano le motivazioni dietro a questa manipolazione informativa.

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