India, la vittoria del “Partito degli Scarafaggi”: si dimette il ministro dell’Istruzione
Il ministro dell’Istruzione indiano ha rassegnato le dimissioni a seguito di una mobilitazione di massa che ha coinvolto centinaia di migliaia di giovani nelle principali città del Paese, tra cui Nuova Delhi, Mumbai e Calcutta. La protesta è stata guidata dal “Partito degli Scarafaggi”, un movimento emergente fondato da un trentenne laureato a Boston, che ha saputo trasformare un insulto in un simbolo di lotta.
La nascita del movimento è stata innescata da un commento del Capo della Corte Suprema, Surya Kant, che aveva definito i giovani disoccupati “parassiti” e “simili a scarafaggi”. Questo insulto ha rapidamente preso piede sui social media, evolvendosi in una forza politica organizzata. Con lo slogan “Cockroach Janta Party”, i manifestanti hanno chiesto giustizia per i disoccupati e i giovani in difficoltà.
Le proteste sono state amplificate da uno scandalo legato ai test di ingresso per le facoltà di medicina, annullati a causa di una fuga di notizie. Circa due milioni di studenti, che avevano già affrontato un esame difficile, si sono trovati costretti a ripeterlo, generando frustrazione e disperazione, con tragiche conseguenze per alcuni.
La pressione demografica in India, dove il 65% della popolazione ha meno di 35 anni, ha alimentato ulteriormente il malcontento. Dopo due mesi di manifestazioni e scontri con le forze dell’ordine, la protesta ha portato a un cambio di governo, con la nomina di un nuovo ministro dell’Istruzione e l’impegno dell’esecutivo a riformare il sistema scolastico e d’esame, come richiesto dai manifestanti.
