Il premier Salam nel villaggio di Zawtar Al Gharbieh dove l’Idf ha fatto dietro front
Mercoledì, il primo ministro libanese Nawaf Salam ha visitato Zawtar Al Gharbieh, un villaggio del sud del Libano gravemente colpito dal conflitto recente tra Israele e Hezbollah. Questa visita segna l’inizio dell’attuazione di un accordo mediato dagli Stati Uniti, dopo mesi di ostilità che hanno causato oltre 4.000 morti e lo sfollamento di 1,2 milioni di persone.
Il conflitto è scoppiato il 2 marzo, quando Hezbollah ha lanciato razzi contro Israele in risposta a precedenti attacchi aerei. Le due parti, in stato di guerra da quasi ottant’anni, hanno avviato colloqui diretti, culminati in un accordo a giugno per il dispiegamento delle forze libanesi nelle aree meridionali e il ritiro delle forze israeliane, mentre Hezbollah ha rifiutato di disarmarsi.
Durante la visita, Salam ha piantato una bandiera libanese accanto a un edificio distrutto, promettendo la ricostruzione delle infrastrutture danneggiate. Ha ribadito l’obiettivo del ritiro completo di Israele dal territorio libanese, sottolineando la determinazione del governo a mobilitare sforzi politici e diplomatici per raggiungere questo fine. Tuttavia, i residenti hanno espresso frustrazione per la mancanza di accesso alle loro case, mentre l’esercito bonificava la zona da ordigni inesplosi.
Il Libano e Israele hanno concordato l’istituzione di due “zone pilota” in cui l’esercito israeliano cederà il controllo all’esercito libanese dopo aver rimosso la presenza di Hezbollah. Nonostante ciò, la leadership libanese ha criticato Hezbollah per aver coinvolto il Paese in un nuovo conflitto, mentre ha condannato Israele per i bombardamenti. Hezbollah, da parte sua, ha respinto l’accordo e ha avvertito che la diplomazia da sola non porterà al ritiro delle truppe israeliane.
