Bologna, muore ammanettato dalla polizia, i pm: “Fatti estesi rispetto al video, al vaglio 2 agenti”

Sei persone sono state iscritte nel registro delle annotazioni preliminari della Procura di Bologna in relazione alla morte di Fakir Abderrahim, avvenuta ieri nel quartiere Pilastro. Tra gli iscritti figurano quattro operatori del 118 e due poliziotti del commissariato Bolognina Pontevecchio, con l’accusa di omicidio colposo. Non risultano invece iscritti altri cittadini presenti nel video girato da un residente.

La Procura ha avviato accertamenti per ricostruire l’intero sviluppo dei fatti, che si estendono oltre il filmato diffuso online. Saranno effettuate indagini medico-legali per chiarire le cause della morte. L’autopsia sarà eseguita da un pool di specialisti, mentre i magistrati hanno già acquisito il video del residente e le riprese delle bodycam degli agenti.

Secondo i primi accertamenti, i poliziotti erano stati chiamati per un uomo in crisi psichiatrica. Abderrahim, 42 anni, regolare in Italia, avrebbe dato in escandescenze in un garage, prendendosela con un’auto. Gli agenti hanno utilizzato spray al peperoncino e immobilizzato l’uomo, che ha iniziato a urlare “Basta, aiuto!” prima di perdere conoscenza.

La sorella della vittima ha espresso il suo dolore, affermando che il fratello è stato aggredito e ha chiesto giustizia. La Croce Rossa ha difeso il proprio operato, sottolineando che i soccorritori non potevano intervenire mentre l’uomo era sotto il controllo della polizia. La situazione ha suscitato proteste nel quartiere, con residenti che accusano le forze dell’ordine di “assassinio di Stato”.

La Questura ha ribadito che l’intervento è avvenuto su richiesta dei cittadini e ha messo a disposizione le bodycam per le indagini. La politica si è divisa, con alcuni esponenti che chiedono chiarezza sulla dinamica e altri che difendono l’operato della polizia.

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