Cina, aereo contro il grattacielo più alto di Pechino: il silenzio delle autorità alimenta i dubbi

Il 26 giugno, un aereo da turismo si è schiantato contro la CITIC Tower, il grattacielo più alto di Pechino, causando la morte del pilota, unico occupante, e ferendo 13 persone. A quasi una settimana dall’incidente, le autorità cinesi non hanno fornito chiarimenti sulle cause dello schianto, alimentando preoccupazioni riguardo alla sicurezza aerea nella capitale, dove lo spazio aereo è soggetto a rigidi controlli.

Il velivolo, un monomotore biposto, era impegnato in attività ricreative. Prima dell’impatto, ha attraversato un’area adiacente a una zona di interdizione al volo, costringendo un Airbus A330 di Hainan Airlines a interrompere la discesa. L’unico comunicato ufficiale rilasciato finora è stato vago e non ha identificato il pilota o l’edificio coinvolto.

I media nazionali, tra cui Xinhua e CCTV, non hanno dato risalto alla notizia, mentre la BBC ha segnalato la rimozione di contenuti legati all’incidente dai social cinesi. Testimoni hanno riferito che la polizia ha chiesto di cancellare immagini e video postati dopo lo schianto.

L’incidente ha avuto ripercussioni sul settore dell’aviazione generale, con diverse società che hanno sospeso i voli turistici in attesa di indicazioni ufficiali dall’Autorità per l’aviazione civile cinese. Questo settore è considerato cruciale per lo sviluppo dell’economia dei voli a bassa quota, che potrebbe raggiungere un valore di 3.500 miliardi di yuan entro il 2035.

Esperti di sicurezza hanno sottolineato che l’episodio mette in luce vulnerabilità nei sistemi di controllo aereo, evidenziando un potenziale problema di sicurezza per la capitale. Raymond Kuo, vicepresidente del Chicago Council of Global Affairs, ha definito l’accaduto un motivo di imbarazzo per il sistema di sorveglianza di Pechino.

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