Iran, dopo mesi di blackout “riacceso” Internet seppure lento e filtrato

Dopo tre mesi di blackout, l’accesso a Internet in Iran è stato parzialmente ripristinato, sebbene con notevoli limitazioni. La ripresa della connettività interessa circa 90 milioni di abitanti e avviene in un contesto di tensioni interne ed esterne, a seguito delle proteste antigovernative iniziate alla fine del 2025 e dell’escalation di conflitti con Stati Uniti e Israele.

Il ripristino della rete è stato confermato dall’ong di monitoraggio NetBlocks, che ha registrato un’operatività al 40% rispetto ai livelli precedenti al conflitto. Questo blocco di Internet, durato 88 giorni, rappresenta il più lungo nella storia moderna dell’Iran, con oltre 2000 ore di isolamento dalle reti internazionali.

Il presidente iraniano Massoud Pezeshkian ha ordinato la riapertura della rete, ma il provvedimento è stato subito ostacolato dalla magistratura, che ha citato motivi di sicurezza legati a recenti attacchi statunitensi. La situazione riflette le divisioni all’interno dell’establishment iraniano riguardo ai negoziati con gli Stati Uniti, con i falchi che si oppongono a qualsiasi apertura.

Nonostante le difficoltà, il vicepresidente Mohammad Reza Aref ha descritto la riapertura come un primo passo verso un accesso più libero al cyberspazio. Tuttavia, permangono incertezze sul futuro della connettività, con possibilità di ulteriori interruzioni.

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