Omicidio del bracciante Sako Bakari a Taranto, il 15enne reo confesso: “Volevo difendere miei amici”

Un 15enne ha confessato di aver ucciso Sako Bakari, un bracciante di 35 anni originario del Mali, a Taranto. Durante l’udienza di convalida del fermo, il ragazzo ha espresso il suo dispiacere, affermando di aver agito per difendere i suoi amici da un’aggressione. È stato lui a consegnare l’arma del delitto poche ore dopo l’omicidio. Altri tre minori coinvolti hanno dichiarato di non essersi accorti dell’accoltellamento.

Bakari è stato aggredito sabato mattina in piazza Fontana, mentre si dirigeva al lavoro in bicicletta. Secondo le indagini, il gruppo di giovani lo ha accerchiato e malmenato, infliggendogli coltellate all’addome che si sono rivelate fatali. Nonostante i soccorsi, per lui non c’era nulla da fare. La vittima, descritta come una persona tranquilla, era arrivata a Taranto nel 2022 per ricongiungersi con il fratello.

I ragazzi coinvolti hanno sostenuto che l’aggressione è iniziata dopo una discussione, con Bakari che li stava riprendendo con il telefonino. Uno di loro ha affermato di aver spinto Bakari, che avrebbe reagito colpendolo. Il 15enne ha poi sferrato le coltellate, mentre Bakari cercava rifugio in un bar.

In risposta all’omicidio, la parrocchia della Madonna delle Grazie di Taranto organizzerà la ‘Festa dei popoli’ il 17 maggio, un evento per promuovere l’accoglienza e contrastare il razzismo, in un clima di paura tra i migranti. L’iniziativa, sostenuta da diverse associazioni, mira a celebrare la convivenza e la memoria attiva, con attività multiculturali e una concelebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo.

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