Strage di Corinaldo, la Cassazione conferma le assoluzioni per omicidio colposo

La Corte di Cassazione ha concluso la vicenda giudiziaria legata alla strage avvenuta l’8 dicembre 2018 nella discoteca “Lanterna Azzurra” di Corinaldo. I giudici hanno rigettato i ricorsi, confermando la sentenza della Corte d’appello di Ancona dell’11 luglio 2025, che aveva assolto con formula piena i nove imputati, tra cui gestori e funzionari, dai reati di omicidio colposo plurimo e disastro colposo.

La tragedia, che ha causato la morte di sei persone, tra cui cinque minorenni e una madre, è stata innescata da una fuga di massa provocata dall’uso di spray al peperoncino da parte di rapinatori. La Cassazione ha stabilito che gli imputati non possono essere ritenuti responsabili per le morti, sottolineando che “il fatto non sussiste”.

Tuttavia, sono state confermate le responsabilità minori relative a carenze amministrative nella gestione delle autorizzazioni per il pubblico spettacolo da parte della società “Magic”. Le pene, tutte con beneficio della sospensione condizionale, variano da un anno e due mesi a un anno per diversi funzionari, mentre un ingegnere ha ricevuto una condanna di quattro mesi.

Quinto Cecchini, gestore del locale, è stato definitivamente assolto, e Marco Cecchini ha visto annullata una pena per una contravvenzione prescritta. La Cassazione ha anche rigettato le richieste di risarcimento presentate dalle parti civili, chiudendo un capitolo doloroso che ha visto la condanna della “banda dello spray” per rapina e omicidio preterintenzionale, ma ha escluso responsabilità dirette dei gestori e della commissione di vigilanza.

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