Chi è Paolo Zampolli, l’uomo di Trump che deve il successo alla moda e all’ambiente

Paolo Zampolli, milanese residente a New York, è recentemente salito alla ribalta per la sua proposta di sostituire l’Iran con l’Italia nei prossimi mondiali di calcio, dopo l’esclusione della nazionale azzurra. Ex agente di modelle, Zampolli è attualmente un inviato speciale dell’amministrazione Trump, come riportato da Reuters, e il Financial Times ha evidenziato la sua proposta di ripescaggio.

La sua carriera è iniziata nella New York degli anni Novanta, dove ha avuto un ruolo chiave nell’introduzione di Melania Knauss negli Stati Uniti, facilitando il suo visto e presentandola a Donald Trump. Zampolli è descritto come un abile costruttore di relazioni, capace di muoversi tra il circolo di Trump, quello di Bill Clinton e l’alta società newyorkese. Nel 2016, ha affermato di aver gestito personalmente l’ottenimento del visto H-1B per Melania Trump, sostenendo che non avesse lavorato prima di ricevere il permesso.

Nel 2017, è diventato ambasciatore di Dominica all’Onu, impegnandosi anche su temi legati agli oceani e alla sostenibilità. Zampolli è considerato un facilitatore della diplomazia transazionale di Trump, noto per il suo approccio rapido alle mediazioni tra leader politici e aziende. Il suo metodo, riassunto nello slogan “20 miliardi in 20 minuti”, evidenzia la sua capacità di trasformare contatti personali e accesso politico in leva di potere, rendendolo una figura ricorrente nelle intersezioni tra affari, immagine e politica internazionale.

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