Usa-Iran: Islamabad attende invano i negoziatori che non arrivano

A Islamabad, i bus hanno ripreso a circolare, seppur con controlli straordinari, mentre l’attesa per i colloqui tra Stati Uniti e Iran continua a protrarsi. Il governo pakistano ha deciso di allentare il lockdown imposto sulla capitale, nonostante le delegazioni non siano ancora arrivate. Inizialmente, l’esecutivo mostrava ottimismo, affermando che i negoziatori iraniani sarebbero giunti il giorno successivo, ma ha poi dovuto ammettere che non c’è stata alcuna conferma da parte di Teheran. Per favorire la diplomazia, Islamabad ha chiesto un prolungamento del cessate il fuoco.

Il vicepresidente americano, Vance, ha confermato gli impegni della Casa Bianca, mentre in Iran la situazione è più complessa. Il capo delegazione Ghalibaf non ha ancora preso una decisione definitiva. Il principale nodo da sciogliere riguarda lo Stretto di Hormuz, dove i Pasdaran esigono una posizione ferma e colloqui solo dopo la riapertura della via marittima. Ghalibaf ha avvertito il presidente Trump che i negoziati non devono essere interpretati come una resa e ha escluso colloqui sotto minaccia, dichiarando che l’Iran è pronto a combattere.

Nel frattempo, gli Stati Uniti hanno confermato il mantenimento del blocco, con un nuovo sequestro di un mercantile avvenuto dopo quello di ieri. Negli ultimi quindici giorni di tregua, solo una dozzina di navi ha attraversato lo Stretto. Teheran ha avvertito che il cessate il fuoco scadrà nella notte, lasciando aperta la possibilità di un ritorno alle ostilità.

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