Tra crisi mondiali e impotenza, all’Onu è sfida a quattro per la successione di Guterres
Le Nazioni Unite sono in cerca di un nuovo segretario generale, poiché il mandato di Antonio Guterres scadrà a fine anno. La competizione per la sua successione coinvolge quattro candidati: Michelle Bachelet, Rafael Mariano Grossi, Rebeca Grynspan e Macky Sall.
Il processo di nomina prevede audizioni dei candidati di fronte ai 193 Stati membri e alla società civile, seguito da voti informali e segreti nel Consiglio di Sicurezza, dove i cinque membri permanenti possono esercitare il diritto di veto. Tra i temi centrali della discussione c’è la richiesta di una maggiore rappresentanza femminile, dato che nessuna donna ha mai ricoperto il ruolo di segretario generale, e la necessità di rilanciare la credibilità dell’Onu in un contesto globale sempre più conflittuale.
Michelle Bachelet, ex presidente del Cile e già Alto Commissario Onu per i diritti umani, è sostenuta da paesi come Brasile e Messico, ma è considerata una figura polarizzante. Rafael Mariano Grossi, attuale direttore dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica, è visto come un candidato tecnico con un forte sostegno trasversale, anche da parte della Russia.
Rebeca Grynspan, economista e segretaria generale della Conferenza delle Nazioni Unite sul Commercio e lo Sviluppo, è rispettata nel campo dello sviluppo internazionale e potrebbe avere un vantaggio grazie alla sua provenienza dall’America Latina. Infine, Macky Sall, ex presidente del Senegal, affronta una corsa più complessa, con accuse di violazioni dei diritti umani durante il suo mandato.
La sfida principale per il nuovo segretario generale sarà affrontare la marginalità dell’Onu, che da decenni fatica a esercitare un potere incisivo di fronte a conflitti e crisi umanitarie. Con solo quattro candidati in lizza, rispetto ai tredici del 2016, la situazione riflette la crescente difficoltà dell’organizzazione nel rispondere alle sfide globali.
