Nuova strage di migranti nel Canale di Sicilia

Almeno 27 migranti hanno perso la vita in due naufragi avvenuti tra venerdì e sabato al largo della Libia. Secondo l’organizzazione non governativa Mediterranea Saving Humans, il numero delle vittime potrebbe essere molto più elevato, con decine di dispersi ancora in mare. Dieci corpi sono stati recuperati lungo la costa di Balkhater e Al-Qardaba, nei pressi di Tobruk, mentre altri 17 cadaveri sono stati rinvenuti sulle spiagge intorno a Tripoli.

Mediterranea ha denunciato la difficoltà di ottenere informazioni chiare dalla Libia e ha descritto il sistema di soccorso in mare come strutturalmente inefficiente. L’organizzazione ha sottolineato che continuano a morire uomini, donne e bambini nelle acque della Tripolitania e della Cirenaica, territori sotto il controllo dei governi di Abdul Hamid Dbeibah e Khalifa Haftar.

Le tragedie in mare sono attribuite alle politiche di chiusura dei canali legali d’ingresso adottate da Italia e Unione Europea, insieme alla collaborazione con Libia e Tunisia, che si concentra più sui respingimenti dei migranti che sul soccorso e sull’accoglienza.

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