In Bulgaria vince l’euroscettico Rumen Radev, l’UE teme un nuovo Orbán
Rumen Radev ha ottenuto un chiaro successo nelle elezioni anticipate in Bulgaria, con la sua formazione “Bulgaria Progressista” che si attesta tra il 38 e il 39% dei voti, secondo i primi exit poll. L’ex generale, già presidente per due mandati, ha espresso ottimismo per il futuro, promettendo un governo stabile per i bulgari. La sua campagna si è concentrata sulla lotta alla corruzione e al “sistema mafioso”, rispondendo a un forte desiderio di cambiamento da parte degli elettori.
I conservatori di Bojko Borisov hanno subito una sconfitta significativa, attestandosi al secondo posto con circa il 15% dei voti, seguiti da liberali e socialisti. La Bulgaria, membro dell’Unione Europea dal 2007 e dell’Eurozona da gennaio 2023, sta affrontando una crisi politica, demografica ed economica. Recentemente, il paese ha visto manifestazioni di massa contro la corruzione.
Le posizioni di Radev sulla politica estera hanno suscitato preoccupazioni tra le istituzioni europee. Il presidente ha chiesto un referendum sull’adozione dell’euro, ha espresso scetticismo riguardo agli aiuti a Kiev e ha proposto di riavvicinarsi a Mosca attraverso la diplomazia. Radev si definisce “realista e filobulgaro”, ma alcuni osservatori temono che la sua leadership possa rappresentare una nuova sfida per l’Unione Europea, in particolare sul fronte est.
