Bulgaria: Radev, l’ex top gun che guarda al Cremlino
Rumen Radev, attuale presidente della Bulgaria, si prepara a una possibile vittoria nelle elezioni anticipate, promettendo una lotta contro il “stato mafioso” che affligge il Paese. Dopo aver chiuso anticipatamente il suo secondo mandato, Radev ha fondato un nuovo movimento politico chiamato “Bulgaria progressista”, con l’obiettivo di porre fine all’instabilità politica che ha caratterizzato la nazione balcanica negli ultimi anni.
La Bulgaria, con una popolazione di 6,7 milioni di abitanti, ha visto alternarsi sette primi ministri dal 2021, senza che nessuno completasse il proprio mandato. Le elezioni di questo fine settimana rappresentano il settimo appuntamento elettorale in cinque anni. Radev, ex pilota di caccia e noto per le sue posizioni euroscettiche, potrebbe ottenere circa il 31% dei voti, secondo i sondaggi, ma dovrà affrontare le stesse difficoltà dei suoi predecessori nel formare una coalizione di governo.
Le sue posizioni sull’Ucraina, che includono una condanna dell’aggressione russa ma anche un’opposizione agli aiuti militari a Kyiv, hanno suscitato preoccupazioni in Europa. Durante una visita ufficiale di Volodymir Zelenski a Sofia, Radev ha avuto un confronto diretto con il presidente ucraino, evidenziando la sua volontà di mantenere aperti i canali di dialogo con Mosca.
Radev ha costruito la sua immagine politica sfruttando il suo background militare e la sua popolarità è aumentata durante le proteste contro l’influenza degli oligarchi nel 2020. La sua campagna elettorale si concentra sulla lotta contro la corruzione e sulla promessa di “rovesciare l’oligarchia”, un tema centrale in un contesto politico segnato da accuse di corruzione nei confronti dei suoi principali avversari, Boyko Borissov e Delyan Peevski.
