L’abitazione del Ceo di OpenAI Sam Altman sotto attacco, prima una molotov e poi colpi di pistola

L’abitazione di Sam Altman, CEO di OpenAI, ha subito due attacchi distinti in un intervallo di 72 ore. Il primo episodio si è verificato il 10 aprile, quando una bottiglia Molotov è stata lanciata contro il cancello della sua casa a San Francisco. Il sospettato, Daniel Alejandro Moreno-Gama, un ventenne del Texas, ha provocato un principio di incendio che è stato rapidamente domato dal personale di sorveglianza. Successivamente, Moreno-Gama si è presentato presso il quartier generale di OpenAI, dove ha minacciato il personale prima di essere arrestato.

Il secondo attacco è avvenuto nella notte tra l’11 e il 12 aprile, quando un passeggero di una berlina Honda ha sparato colpi di pistola in direzione della residenza di Altman. La polizia di San Francisco ha riferito che il veicolo si è fermato nei pressi della proprietà, e il colpo è stato esploso da un finestrino. Il personale di sicurezza ha immediatamente avvisato le autorità, fornendo le immagini delle telecamere di sorveglianza, che hanno portato all’identificazione della targa del veicolo, risultata appartenere a Amanda Tom, una venticinquenne di San Francisco. Insieme a lei è stato arrestato Muhamad Tarik Hussein, di 23 anni.

Questi eventi si inseriscono in un contesto di crescente tensione sociale legata ai rapidi sviluppi dell’intelligenza artificiale. Altman ha commentato la situazione sul suo blog, collegando la violenza subita a un’inchiesta pubblicata sul New Yorker, che solleva interrogativi sul suo ruolo nel plasmare il futuro. Nel suo intervento, ha sottolineato l’importanza di democratizzare l’intelligenza artificiale e di non lasciare le decisioni riguardanti questa tecnologia nelle mani di pochi.

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