“La madre di quel bimbo non è morta, Lampedusa è come un ponte”
Dal molo Favaloro di Lampedusa, il sindaco Filippo Mannino lancia un appello alle istituzioni, sottolineando la complessità della situazione migratoria. Dopo la recente tragedia che ha causato la morte di diciannove migranti, Mannino racconta di una madre e di un bambino, inizialmente creduti separati dalla morte, ma poi riuniti tra i sopravvissuti.
Il sindaco evidenzia come l’Italia sia intervenuta per soccorrere i migranti a 85 miglia dalle coste libiche, mentre altri paesi, come Malta, avrebbero potuto agire prima. Mannino afferma che, nonostante le difficoltà, la presenza del governo è diventata più forte negli ultimi anni, contribuendo a migliorare le condizioni di accoglienza sull’isola.
Sottolinea che Lampedusa funge da ponte tra i migranti e l’Italia, con un sistema di trasferimento più efficiente rispetto al passato. Riguardo alla gestione degli sbarchi, il sindaco afferma che ora si cerca di evitare il sovraccarico dell’hotspot, in risposta alle esigenze della comunità locale.
Mannino, pur identificandosi come esponente di centrodestra, riconosce il lavoro svolto da tutti, compresi i volontari e le organizzazioni umanitarie, per garantire un’accoglienza dignitosa. Sottolinea l’importanza di un patto europeo sulle migrazioni, affinché l’Italia non sia lasciata sola di fronte a questa crisi. Infine, il sindaco esprime un messaggio di speranza, auspicando che il Mediterraneo diventi un simbolo di vita e non di morte.
