Truffa all’Ue, no all’arresto di 17 docenti. Passato troppo tempo dal reato
A dicembre 2024, i pubblici ministeri dell’ufficio palermitano della Procura Europea avevano richiesto misure cautelari per 17 tra docenti universitari, ricercatori e imprenditori coinvolti in un’inchiesta su una truffa all’Unione Europea da oltre un milione di euro. Il 6 febbraio, il giudice per le indagini preliminari di Palermo ha respinto la richiesta, pur riconoscendo gravi indizi di colpevolezza per la maggior parte degli accusati.
Il magistrato ha motivato la sua decisione evidenziando la “risalenza nel tempo delle condotte”, sottolineando che il periodo trascorso dalla commissione dei reati, avvenuti tra il 2018 e il 2023, rendeva non concreto il rischio di reiterazione di simili comportamenti illeciti. Il gip ha affermato che le condotte, sebbene penalmente rilevanti, si sono esaurite nel tempo considerato.
Contro questa decisione, i pubblici ministeri Gery Ferrara e Amelia Luise hanno presentato appello al tribunale del Riesame, come previsto dalla legge, dopo aver sentito gli indagati durante gli interrogatori preventivi.
