Novaya Gazeta, chiude in Russia: “Noi uccisi dalle autorità e dai servizi”

Novaya Gazeta, chiude in Russia: "Noi uccisi dalle autorità e dai servizi"

Novaya Gazeta ha annunciato la cessazione delle sue attività in Russia a partire dal 9 novembre. La testata, definita “agente straniero” dalle autorità russe, ha pubblicato una nota sul suo sito europeo, elencando i motivi della decisione e i responsabili. La redazione ha dichiarato: "Siamo stati uccisi. Spegneremo le luci del nostro edificio, dove abbiamo vissuto per 30 anni, e ce ne andremo. Il giornale non esiste più".

Dal 2022, Novaya Gazeta era stata privata della licenza per operare in Russia, rimanendo attiva solo per la raccolta di informazioni. Parte della redazione ha già lasciato il Paese, continuando il lavoro attraverso Novaya Gazeta – Europe, che è attivo da quattro anni. Tuttavia, anche questa testata è stata dichiarata "organizzazione indesiderata" in Russia.

La nota della redazione ricorda la storia del quotidiano, intrecciata con quella della Russia, e menziona i colleghi uccisi per motivi politici. Viene denunciata la disattivazione del sistema di donazioni, che ha privato il giornale di fonti di finanziamento.

La redazione sottolinea che la situazione attuale non riguarda solo loro, ma rappresenta la storia di un Paese e di una società in crisi. Viene citato il nome di Serghei Sokolov, nuovo direttore dopo le dimissioni di Dmitry Muratov, e si fa riferimento a un interrogatorio subito da Sokolov in relazione a un procedimento penale.

Infine, la nota conclude con una critica alla situazione dei diritti umani e delle libertà in Russia, affermando che il tradimento della Costituzione da parte dello Stato è un crimine in corso.

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