Ucraina e autonomia, parte il doppio negoziato tra Meloni e Salvini

Ucraina e autonomia, parte il doppio negoziato tra Meloni e Salvini

Dal palco del congresso del 25 ottobre, Matteo Salvini ha chiesto un mandato per presentare in Consiglio dei ministri la posizione della Lega riguardo agli aiuti all'Ucraina, sottolineando che non è sostenibile continuare a inviare soldi e armi. Rieletto segretario con il sostegno di 465 delegati, ha invitato a riflettere sull'efficacia del supporto militare dopo anni di conflitto, proponendo una soluzione diplomatica.

Secondo diverse fonti, durante il congresso, Giorgia Meloni avrebbe contattato Salvini, esprimendo preoccupazione per la sua posizione unilaterale. La premier ha sottolineato l'importanza di una politica estera condivisa, evidenziando che il dissenso pubblico potrebbe compromettere la credibilità internazionale del governo. Salvini, pur attenuando i toni, ha mantenuto la sua posizione, mentre non è previsto che sollevi la questione nel prossimo Consiglio dei ministri, impegnato su altri fronti.

Il quadro normativo per le forniture italiane a Kiev scade il 31 dicembre 2026, e il governo dovrà decidere se prorogarlo. La Lega non sembra intenzionata a sostenere un nuovo decreto, mentre Fratelli d'Italia e Forza Italia continuano a favorire il sostegno attuale.

In questo contesto, Meloni ha ipotizzato dimissioni a marzo e un possibile voto a giugno, mentre altre opzioni includono elezioni a maggio o in autunno. La Lega punta a rivendicare risultati per il proprio elettorato, distinguendosi dagli alleati, e la contestazione degli aiuti a Kiev potrebbe servire a questo scopo.

Un'altra priorità per la Lega è l'autonomia differenziata, da completare prima di un eventuale scioglimento delle Camere. I disegni di legge relativi alle intese con Lombardia, Liguria, Veneto e Piemonte sono stati presentati alla commissione Affari costituzionali della Camera, con l'obiettivo di ottenere l'approvazione entro gennaio 2027. Per Salvini, un'approvazione rapida rappresenterebbe un risultato concreto da mostrare agli elettori.

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