Strage di Castel D’Azzano, al via il processo ai fratelli Ramponi

Oggi ha avuto inizio alla Corte d'Assise di Verona il processo contro i fratelli Franco, Dino e Maria Luisa Ramponi, accusati di strage, detenzione di esplosivi e resistenza a pubblico ufficiale. L'episodio risale al 14 ottobre 2025, quando, per evitare uno sfratto, i tre saturarono la loro abitazione di gas e provocarono un'esplosione che costò la vita a tre carabinieri.
Le vittime sono Marco Piffari, comandante della Squadra operativa di supporto del quarto Battaglione carabinieri Veneto, Valerio Dapra, operatore dell'Aliquota di Primo intervento, e Davide Bernardello. Inoltre, circa 25 persone tra militari e vigili del fuoco rimasero ferite a causa della deflagrazione, che danneggiò gravemente il casolare in cui vivevano i Ramponi.
I carabinieri erano intervenuti per eseguire una perquisizione e un'operazione di sfratto, scoprendo che l'ambiente era stato preparato con bombole e bottiglie molotov. Durante l'udienza, le difese di Franco e Dino Ramponi hanno richiesto una perizia psichiatrica per i loro assistiti, già respinta in precedenti fasi del procedimento. Il legale di Franco ha evidenziato che è in corso un accertamento peritale da parte di uno psichiatra, il quale ha redatto una relazione su alcuni tratti personologici dell'imputato. La Corte si è ritirata in camera di consiglio per deliberare.
