Terremoto, la Sicilia continua a tremare

Terremoto, la Sicilia continua a tremare

L'INGV ha registrato in Sicilia oltre 130 eventi sismici tra venerdì 23 ottobre e oggi, richiamando l'attenzione sulla complessa struttura geologica del Mediterraneo e sulla vulnerabilità sismica dell'isola. Uno studio condotto dai ricercatori del Cnr e delle università di Messina e Palermo indica che tra le Eolie e Ustica si sta formando un nuovo confine tra la placca africana e quella euroasiatica. Le due placche continuano ad avvicinarsi, causando compressione e deformazione delle rocce nella regione.

La ricerca ha integrato dati sui terremoti con misurazioni satellitari GPS e GNSS, capaci di rilevare spostamenti del suolo anche di pochi millimetri all'anno. Il nuovo confine non è una singola frattura, ma una fascia articolata di strutture tettoniche che si estende dallo stretto di Messina fino al margine nordafricano e allo stretto di Gibilterra. La recente sequenza sismica offre un'opportunità per approfondire la dinamica di un territorio in continua evoluzione. Gli studi contribuiscono a comprendere meglio la distribuzione della deformazione e a valutare la pericolosità sismica, ma non permettono di prevedere quando si verificherà la prossima scossa.

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