Christa Pike attaccata al respiratore dopo due iniezioni letali fallite

Christa Pike attaccata al respiratore dopo due iniezioni letali fallite

Christa Pike, 50 anni, è attualmente attaccata a un respiratore artificiale dopo un tentativo di esecuzione che ha avuto esito negativo. La donna, condannata a morte per l'omicidio di una coetanea quando aveva 18 anni, è stata intubata in un ospedale di Nashville, come riportato dai suoi avvocati in documenti legali.

Due giorni fa, Pike ha ricevuto due dosi di pentobarbital, il farmaco utilizzato per le iniezioni letali nel Tennessee, ma la procedura ha fallito a causa di vene collassate e tentativi non riusciti di somministrare il farmaco. I testimoni hanno riferito di aver sentito Pike respirare in modo affannoso durante il tentativo di esecuzione, che è stato interrotto. Dopo l'incidente, i legali hanno chiesto al governatore Bill Lee di commutare la pena in ergastolo, ma la richiesta era già stata negata in precedenza.

Gli esperti medici avvertono che Pike potrebbe aver subito danni cerebrali permanenti a causa dell'overdose e dell'ipossia. Le autorità sanitarie non hanno fornito dettagli sul suo stato, ma il team medico è obbligato a fornirle le cure necessarie.

I legali di Pike hanno presentato un'istanza urgente alla Corte Suprema, denunciando una "agonia non necessaria" e chiedendo che le venga garantita assistenza medica. La vicenda ha riacceso il dibattito sulla pena di morte negli Stati Uniti, dove Pike potrebbe diventare la prima donna giustiziata nel Tennessee in oltre duecento anni.

Pike è stata condannata nel 1996 per un omicidio avvenuto nel 1995, quando, insieme al fidanzato e a un'altra complice, attirò una giovane donna in una trappola mortale. La sua storia è segnata da un'infanzia traumatica e da gravi disturbi psichiatrici, circostanze che la difesa sostiene non siano state adeguatamente considerate durante il processo.

Condividi l’articolo
Pubblicità Pubblicità