Sentenza Regeni, Meloni: “Chiudere i rapporti con l’Egitto aumenta le difficoltà”

Sentenza Regeni, Meloni: "Chiudere i rapporti con l'Egitto aumenta le difficoltà"

La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha commentato la recente sentenza della Corte d’Assise di Roma sul caso di Giulio Regeni, sottolineando che non è definitiva e che ci sono tre gradi di giudizio. Meloni ha affermato che chiudere i rapporti diplomatici con l'Egitto non sarebbe utile, ma anzi potrebbe complicare la situazione. Ha ricordato che la riapertura dei rapporti con il Cairo è avvenuta sotto il governo Gentiloni, suggerendo che la diplomazia possa essere una strada per risolvere la questione.

La Corte ha condannato tre agenti dei servizi segreti egiziani a dieci anni di carcere per il sequestro di Regeni, mentre un quarto imputato è stato assolto. Le motivazioni della sentenza saranno rese note entro 90 giorni. Il procuratore di Roma, Francesco Lo Voi, ha evidenziato che la decisione riconosce il coinvolgimento di persone legate allo Stato egiziano, definendo la sentenza "storica".

Il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha cercato di chiarire le sue dichiarazioni, affermando che la sentenza non condanna l'Egitto ma solo i singoli individui. Ha ribadito l'importanza dell'azione diplomatica per arrivare alla verità e ha sottolineato che il governo italiano continuerà a lavorare per identificare i responsabili dell'omicidio di Regeni.

Le reazioni politiche non si sono fatte attendere. La segretaria del PD, Elly Schlein, ha criticato Tajani per le sue affermazioni, sostenendo che il governo deve ora esigere che i colpevoli siano consegnati alla giustizia. Anche altre forze politiche hanno chiesto un'informativa urgente in Parlamento per discutere le prossime mosse del governo riguardo alla situazione.

Il procuratore Lo Voi ha dichiarato che l'impianto accusatorio ha retto, nonostante le difficoltà nel collaborare con le autorità egiziane. La tesi dell'accusa ha sostenuto che il movente del sequestro e delle torture fosse legato a una percezione errata di attività di intelligence ostile da parte di Regeni.

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