Chiusura della Convention Repubblicana. Prima parla Vance e poi torna Trump

Il Partito Repubblicano ha inaugurato a Dallas la sua prima convention di metà mandato, un evento di due giorni concepito come un mix tra una tradizionale convention e un comizio elettorale di Donald Trump. Nonostante l'entusiasmo della base conservatrice, l'incontro ha visto anche posti vuoti all'American Airlines Center, evidenziando alcune difficoltà operative e politiche, tra cui l'impatto economico della crisi con l'Iran e le divisioni interne al partito.
Poco prima di partire per il Texas, Trump ha commentato la situazione economica internazionale, avvertendo che i prezzi del petrolio, in aumento a causa del conflitto con l'Iran, potrebbero non scendere prima delle elezioni di midterm. Sul fronte della politica estera, il segretario di Stato Marco Rubio ha proposto una collaborazione con il Messico per combattere il narcotraffico, promettendo azioni di forza contro i cartelli della droga.
Durante la convention, i leader repubblicani hanno attaccato duramente il Partito Democratico, con Steve Scalise che ha descritto i democratici come travolti da una "rivoluzione bolscevica". Altri interventi hanno toccato temi come la fine delle politiche aziendali sulla diversità e i risultati in ambito sanitario. Il procuratore generale del Texas, Ken Paxton, ha lanciato un appello per la raccolta fondi in vista della sua corsa al Senato.
L'assenza di alcuni candidati ha suscitato polemiche, con figure di destra come Laura Loomer che hanno criticato i repubblicani assenti. In risposta, il Partito Democratico ha organizzato una contromissione per contestare la convention, accusando Trump di utilizzare l'evento per fini personali.
Infine, una decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti ha confermato provvisoriamente la nuova mappa elettorale del Missouri, un passo significativo per i repubblicani nella conquista di un seggio aggiuntivo alla Camera.
