Sanzioni e taglia Usa sui pasdaran. l’Iran non cede e punta sulla diplomazia regionale

La Repubblica Islamica dell'Iran sta rispondendo alle pressioni degli Stati Uniti attraverso una forte propaganda visiva. Nelle piazze di Teheran, cartelloni raffigurano l'ex presidente Donald Trump mentre affoga nello Stretto di Hormuz, accompagnati dallo slogan "Great Victory". Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, ha dichiarato che il Paese non si piegherà ai diktat americani, avvertendo che i cittadini civili saranno i più colpiti da questo scontro.
In risposta a quello che viene definito un "D-Day economico", Washington ha introdotto un ampio pacchetto di sanzioni secondarie che colpisce numerose aziende internazionali che operano con Teheran, localizzate in Emirati Arabi Uniti, Svizzera, Hong Kong e Cina. Inoltre, il Dipartimento di Stato ha lanciato una ricompensa fino a 10 milioni di dollari per chi fornisca informazioni sui vertici dei Guardiani della Rivoluzione Islamica.
Le nuove sanzioni hanno suscitato reazioni negative da parte di diversi Paesi. La Cina ha condannato le misure come illegali e prive di fondamento nel diritto internazionale, mentre il Qatar ha sottolineato l'illegittimità delle sanzioni extraterritoriali, insistendo sulla necessità di una soluzione diplomatica per garantire stabilità nella regione.
Per contrastare l'isolamento, Teheran ha intensificato i contatti con i partner regionali. Recentemente, il ministro degli Esteri dell'Oman ha visitato la capitale iraniana per mediare su questioni legate alla navigazione nello Stretto di Hormuz. Allo stesso tempo, proseguono i colloqui ufficiali con il Pakistan per attuare un memorandum d'intesa bilaterale firmato a giugno.
