Iran a Trump: “Non permetteremo al terrorismo economico americano di colpire la nostra stabilità”

Sei Paesi europei, tra cui l'Italia, hanno avanzato la proposta di introdurre una tassa sugli extraprofitti delle compagnie petrolifere, in risposta all'aumento dei prezzi del carburante causato dalla guerra in Iran. La richiesta è stata formulata da Germania, Italia, Portogallo, Spagna, Austria e Polonia, come riportato dal Tagesschau. Il ministro delle Finanze tedesco, Lars Klingbeil, insieme a cinque colleghi, ha inviato una lettera al ministro delle Finanze dell'Irlanda, attuale presidente di turno dell'Unione Europea, per discutere un quadro normativo a livello europeo per la tassazione degli utili straordinari.
Nella lettera si sottolinea che le compagnie petrolifere stanno registrando profitti superiori all'aumento dei prezzi del petrolio greggio, in un contesto di uno dei maggiori shock dell'offerta degli ultimi decenni. I ministri hanno evidenziato la necessità di affrontare l'alto costo della vita e hanno chiesto un dibattito su come tassare gli extraprofitti, basandosi sull'esperienza di una misura simile introdotta nel 2022 dopo l'invasione russa dell'Ucraina. Klingbeil ha ribadito che le compagnie energetiche non devono approfittare della crisi e che i profitti eccessivi dovrebbero essere restituiti ai consumatori.
Nonostante le richieste, finora l'Unione Europea non ha mostrato intenzione di imporre una tassa sulle compagnie petrolifere. Inoltre, all'interno del governo tedesco ci sono divisioni sulla questione: mentre Klingbeil è favorevole alla tassa, il partito di centrodestra Cdu, guidato dal cancelliere Friedrich Merz, si oppone.
