Sub morto a Lampedusa, il padre: “Più prevenzione e regole in mare”

Sub morto a Lampedusa, il padre: “Più prevenzione e regole in mare”

Ruben Giamporcaro, ingegnere e padre di Cristiano, il 29enne deceduto l'8 agosto durante un'immersione a Lampedusa, ha lanciato un appello per una maggiore prevenzione e controlli nelle acque italiane. Nella sua lettera, Giamporcaro sottolinea la necessità di norme più severe per il noleggio di natanti e moto d'acqua, specialmente nei periodi di maggiore affollamento, come tra fine luglio e agosto.

Il padre del giovane propone di programmare azioni mirate per la sicurezza in mare, evidenziando che i tratti di costa più a rischio sono già noti. Suggerisce campagne informative nazionali rivolte ai giovani sui comportamenti da evitare in mare e l'installazione di boe per delimitare le distanze di sicurezza dai bagnanti e dai sub. Queste misure, secondo Giamporcaro, potrebbero facilitare anche i controlli da terra, utilizzando tecnologie di telecontrollo.

Inoltre, chiede un potenziamento delle risorse e degli organici dei corpi preposti ai controlli, soprattutto nei periodi estivi. Giamporcaro si rivolge anche alle amministrazioni locali, auspicando regole più rigorose per il noleggio di natanti, come la richiesta di una patente nautica o la presenza obbligatoria di uno skipper a bordo.

Conclude la sua lettera sottolineando che, sebbene siano necessari investimenti, è possibile trovare le risorse per migliorare la sicurezza in mare e promuovere un maggiore rispetto per la vita umana.

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