Ranucci, il legale di Lavitola: “Lo avvisò di un possibile attentato un mese e mezzo prima”

Ranucci, il legale di Lavitola: "Lo avvisò  di un possibile attentato un mese e mezzo prima"

La difesa di Valter Lavitola ha richiesto un nuovo interrogatorio ai pubblici ministeri per chiarire alcune dichiarazioni ritenute poco chiare dal giudice per le indagini preliminari, che ha negato gli arresti domiciliari all'ex giornalista. Lavitola ha confessato di essere il mandante dell'attentato avvenuto il 16 ottobre 2025.

Secondo l'avvocato Arturo Cola, durante l'interrogatorio di garanzia, Lavitola avrebbe riferito di aver avvisato Sigfrido Ranucci dei rischi che correva già il 7 settembre 2025, in un incontro avvenuto nella villetta del conduttore a Torvajanica. Questo colloquio, se confermato da Ranucci, potrebbe fornire importanti riscontri sul movente dell'attentato.

La difesa sottolinea che il 7 settembre rappresenta un momento cruciale, poiché sarebbe stata la prima volta in cui Lavitola si trovava nella proprietà di Ranucci, indicata tramite un messaggio. Otto giorni dopo, Lavitola sarebbe tornato nella zona per un sopralluogo, ma il punto più delicato rimane l'avvertimento del 7 settembre.

Se Ranucci confermasse di aver ricevuto informazioni sui pericoli, si porrebbe una questione sulla sua deposizione del 17 ottobre, in cui non menzionò il colloquio con Lavitola. Inoltre, Lavitola avrebbe inviato messaggi a Ranucci il 20 ottobre, chiedendo di non sottovalutare la situazione.

L'avvocato di Lavitola ha dichiarato che il suo assistito intende chiarire aspetti relativi alla modalità esecutiva dell'attentato e al movente, senza ritrattare quanto già detto. L'udienza presso il Tribunale del Riesame non è ancora stata fissata, ma si prevede che possa avvenire la prossima settimana.

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