Fuga da Ankara: l’inganno dell’Air Force One per proteggere Trump dalle minacce iraniane

Fuga da Ankara: l'inganno dell'Air Force One per proteggere Trump dalle minacce iraniane

Un'operazione complessa ha permesso a Donald Trump di lasciare la Turchia in sicurezza dopo il vertice NATO di inizio luglio, evitando potenziali attacchi da parte dell'Iran. Secondo il Washington Post, i servizi di intelligence statunitensi hanno ritenuto credibili le minacce di Teheran riguardo a possibili attentati o tentativi di abbattimento dell'aereo presidenziale, portando il Secret Service a modificare drasticamente i piani di rientro.

All'aeroporto di Ankara, Trump è salito a bordo del vecchio Air Force One, sotto l'occhio dei media, ma poco dopo è stato trasferito segretamente su un aereo militare più piccolo, un C-32A, passando all'interno di un container per il catering. Il jet presidenziale ha funzionato da esca, con parte dello staff e diversi giornalisti ignari del piano.

Dopo un atterraggio in Gran Bretagna, Trump ha proseguito il viaggio verso Washington a bordo di un Boeing 747-8 donato dal Qatar. Questa situazione ha sollevato interrogativi sui sistemi di sicurezza del velivolo, che Trump ha recentemente dichiarato necessitino di potenziamenti. Il direttore della comunicazione della Casa Bianca ha difeso il jet qatariota, sottolineando i suoi elevati protocolli di sicurezza.

Nel frattempo, la Trump Media & Technology Group ha registrato una flessione del 2% al Nasdaq, chiudendo il secondo trimestre con una perdita di 238 milioni di dollari e ricavi inferiori ai 2 milioni. L'azienda ha anche fornito dettagli sul servizio "Truth API", che offre accesso prioritario ai post di Trump, con oltre 10 accordi siglati con società di trading ad alta frequenza.

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