Usa-Iran, attesa per il 2° round di colloqui: “Accordo di principio” con un occhio alle truppe
Mentre gli Stati Uniti continuano il blocco navale nello stretto di Hormuz, si prepara un secondo round di colloqui con l’Iran, dopo il fallimento delle trattative a Islamabad. L’obiettivo principale è ottenere una proroga del cessate il fuoco, in scadenza il 22 aprile. Il Pakistan, mediatore chiave, ha inviato una delegazione a Teheran con il capo dell’esercito e il ministro dell’Interno.
Donald Trump ha espresso ottimismo riguardo a un possibile accordo, ma non ci sono certezze sulla proroga della tregua. La televisione di stato iraniana ha riportato un incontro tra il presidente del Parlamento iraniano e il generale pakistano che guida i negoziati. Fonti regionali parlano di un “accordo di principio”, ma Washington non ha ancora dato il suo consenso formale.
La tensione rimane alta, con minacce da parte del comando militare iraniano di interrompere il commercio nella regione se il blocco navale non verrà revocato. I mediatori stanno cercando di risolvere tre punti di stallo: il programma nucleare iraniano, lo Stretto di Hormuz e i risarcimenti per i danni di guerra. Teheran ha dichiarato la sua disponibilità a discutere l’arricchimento dell’uranio, ma con condizioni.
Nel frattempo, il Pentagono prevede di inviare ulteriori 10.000 soldati in Medio Oriente, portando il numero totale a circa 50.000. Le nuove truppe si uniranno a quelle già presenti, mentre si valutano possibili attacchi contro l’Iran. La situazione rimane tesa, con il rischio di escalation in un contesto già complesso.
