Braccianti sfruttati nel Casertano: 14 ore al giorno per un euro a cassetta

Nel Casertano, decine di braccianti vivono una realtà drammatica, lavorando fino a 14 ore al giorno nei campi senza riposi né permessi per malattia, guadagnando tra 80 centesimi e 1,50 euro a cassetta. Questa situazione è emersa da un'indagine condotta dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere e dai carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Caserta, che ha rivelato le condizioni disumane a cui sono sottoposti i lavoratori, spesso privi di permesso di soggiorno.

In due anni di accertamenti, gli investigatori hanno documentato il reclutamento di braccianti per strada, con ingaggi che potevano arrivare fino a 80 persone al giorno. I lavoratori erano costretti a fuggire in caso di controlli delle forze dell'ordine e non avevano accesso a servizi igienici, assistenza medica o aree di ristoro. Le retribuzioni variavano, con alcuni che guadagnavano tra tre e quattro euro l'ora, mentre altri, a seconda dell'anzianità, arrivavano a guadagnare fino a 50 euro al giorno.

Tre persone sono state indagate per reclutamento e impiego irregolare di lavoratori stranieri, oltre a intermediazione illecita e sfruttamento della manodopera. Per un quarto indagato è stato disposto l'obbligo di dimora. Altre quattro persone hanno ricevuto l'avviso di conclusione delle indagini.

Questa situazione si inserisce in un contesto più ampio di sfruttamento di lavoratori stranieri in Italia. Secondo il rapporto 2025 dell'Ispettorato nazionale del lavoro, nel 2022 sono state individuate 895 vittime di caporalato, di cui 227 nel settore agricolo. L'Istat ha stimato che circa 200.000 lavoratori irregolari operano nell'agricoltura italiana, evidenziando un sistema in cui i diritti dei lavoratori sono frequentemente calpestati in nome del profitto.