Gaza, tre anni di massacri e distruzione

L'ultimo aggiornamento delle mappe di Google rivela una realtà drammatica: l'ottanta per cento di Gaza è stato distrutto. Yael Weissman, architetto israeliano, definisce questa strategia come "ungrounding", un processo di sradicamento totale che ha avuto inizio con la fondazione di Israele e ha raggiunto un picco dopo il 7 ottobre 2023. In tre anni di conflitto, le vittime sono oltre 70.000, secondo fonti delle Forze di Difesa Israeliane, con un numero significativo di bambini coinvolti, tra morti e feriti.
Le storie di vita spezzata, come quella di Hind Rajab, uccisa dai militari israeliani mentre cercava aiuto, evidenziano la brutalità del conflitto. Anche i soccorritori non sono al sicuro: 1.700 operatori sanitari sono stati uccisi, mentre l'ONU ha dichiarato la carestia come un'arma di guerra, con attacchi diretti ai centri umanitari.
La popolazione di Gaza, oltre 2 milioni di persone, vive in condizioni disperate, con sfollati che non hanno nemmeno tende sicure. I bulldozer israeliani continuano a spianare ciò che resta. La situazione è ulteriormente complicata dalla morte di oltre 250 giornalisti, mentre il documentario "Naza" porta alla luce le testimonianze di soldati israeliani sulla macchina di morte alimentata dalla politica e dall'intelligenza artificiale.
In risposta alla crisi, il Sudafrica ha avviato un procedimento per genocidio presso la Corte Internazionale di Giustizia. La Corte Penale Internazionale ha emesso mandati di arresto per il primo ministro israeliano Netanyahu e il leader di Hamas per crimini di guerra. Nonostante il cessate il fuoco, il conflitto continua a mietere vittime, con una guerra definita "a bassa intensità", riflettendo la mancanza di volontà internazionale di porre fine alla violenza.