Israele, i parenti delle vittime del 7 ottobre tornano nel luogo del rave

Nella foresta dei ritratti, i familiari delle vittime del 7 ottobre si riuniscono per affrontare il loro dolore. Tra suoni e gesti, una madre piange la figlia, mentre un'altra cura il giardino sotto la foto della sua bambina. Una famiglia ascolta musica tecno, ricordando il momento in cui la festa si è interrotta tragicamente. I sopravvissuti e i parenti indossano t-shirt e bandiere con le immagini dei loro cari scomparsi, partecipando a una preghiera collettiva che ricorda un triste concerto rock.

Almok, che avrebbe dovuto partecipare al festival, ha rinunciato all'ultimo minuto e ora vive un profondo smarrimento, trasformato in rabbia. "È cambiato tutto ma non è cambiato nulla da quel giorno. Chi non ha impedito questo massacro è ancora al potere", afferma, ricordando i dodici amici persi in quella tragica notte. Per molti, la vita si divide in un prima e un dopo, e le famiglie delle 378 vittime hanno cercato risposte a un orrore inimmaginabile. Una madre esprime il suo tormento: "Sono passati tre anni, ma io non so ancora nulla. Mi hanno mostrato una foto e ho capito che le avevano sparato in testa."