Terremoto dell’Aquila 17 anni dopo, la notte del ricordo tra musica, fiori e silenzio
Nella notte tra il 5 e il 6 aprile, la città dell’Aquila ha commemorato le 309 vittime del terremoto del 2009, a pochi giorni dal 17° anniversario del sisma. La cerimonia si è svolta all’Emiciclo, senza il tradizionale corteo, ma con una formula condivisa, in coincidenza con la Pasqua.
I cittadini si sono riuniti per ascoltare i Solisti Aquilani, che hanno eseguito brani di Haendel, Vivaldi e Bach. Tra i presenti, il sindaco Pierluigi Biondi e rappresentanti delle istituzioni e delle forze dell’ordine. Al centro dell’evento, un telo con i nomi delle vittime, accompagnato da uno striscione dei familiari che recitava: “Per loro. Per tutti i familiari delle vittime. L’Aquila 6 aprile 2009”.
La commemorazione è proseguita al Parco della Memoria, dove i Red Blue Eagles hanno esposto uno striscione in ricordo delle vittime. Il braciere è stato acceso da Daniele Ciuffetelli, funzionario comunale, mentre Vincenzo Vittorini, a nome dei familiari, ha ricordato “la notte più lunga per gli aquilani” e l’importanza della memoria condivisa. Ha sottolineato la responsabilità di mantenere vivo il ricordo, citando José Saramago: “Noi siamo la memoria che abbiamo e la responsabilità che ci assumiamo”.
Vittorini ha anche esortato i giovani a diventare “sentinelle della memoria”, affinché il ricordo delle vittime venga trasmesso alle future generazioni. La cerimonia si è conclusa con la lettura dei nomi delle vittime e la deposizione di fiori sulla fontana monumentale, un gesto simbolico che ha segnato la fine della commemorazione. Sui social, il sindaco Biondi ha scritto: “Onoriamo la nostra notte più lunga, la luce fa sperare. Onoriamo il dolore, attraversiamo il buio, camminiamo nel silenzio verso il giorno”.
