Teheran presenta una controproposta in 10 punti

L’Iran ha risposto all’ultimatum degli Stati Uniti con una controproposta articolata in dieci punti, presentata tramite il Pakistan, che funge da mediatore. La proposta, definita “massimalista” da fonti statunitensi, rifiuta un cessate il fuoco temporaneo e chiede un cessate il fuoco permanente.

Tra le principali richieste emergono la fine definitiva della guerra, la revoca immediata delle sanzioni economiche, indennizzi per i danni di guerra, e un nuovo protocollo per la gestione dello Stretto di Hormuz. L’Iran richiede anche garanzie di sicurezza per Hezbollah, supporto internazionale per la ricostruzione, e la cessazione di attacchi mirati contro figure chiave iraniane. Ulteriori richieste includono il riconoscimento della sovranità regionale e garanzie contro futuri conflitti.

Donald Trump ha commentato la proposta, definendola un “grande passo”, ma non sufficiente, e ha ribadito la sua posizione riguardo al nucleare iraniano. Ha avvertito Teheran di non sottovalutare la situazione, minacciando conseguenze severe in caso di mancata capitolazione. Il presidente ha anche espresso la sua opinione sul desiderio degli americani di ritirarsi, affermando che, se fosse per lui, prenderebbe il petrolio iraniano.

A poche ore dalla scadenza dell’ultimatum, Trump ha lanciato avvertimenti a Teheran, sottolineando che la guerra potrebbe concludersi rapidamente se l’Iran accettasse le condizioni. La situazione resta tesa, con bombardamenti congiunti in corso e il mondo in attesa di sviluppi.

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