Tasse “invisibili”, Cgia: il 95,7% del carico fiscale è pagato “inconsapevolmente”

Nel 2023, una famiglia italiana tipo, composta da una coppia di lavoratori dipendenti con un figlio a carico, ha versato 20.592 euro in tasse, di cui il 95,7% in modo inconsapevole. Questo dato emerge da uno studio dell'ufficio ricerche della Cgia di Mestre, che evidenzia come gran parte delle imposte e dei contributi siano trattenuti automaticamente dalla busta paga o inclusi nei prezzi dei beni e servizi quotidiani.
Di questo importo, 13.030 euro, pari al 63,3% del totale, sono stati prelevati "alla fonte" attraverso Irpef, contributi previdenziali e addizionali. Le imposte "nascoste", come l'Iva, le accise e il canone Rai, ammontano a 6.676 euro, corrispondenti al 32,4%. Solo 887 euro, il 4,3% del totale, derivano da bollo e Tari.
La Cgia sottolinea una differenza significativa tra i lavoratori dipendenti e i liberi professionisti, con questi ultimi che versano direttamente la maggior parte delle tasse e avvertono quindi in modo più acuto il peso fiscale. Questo potrebbe spiegare l'insofferenza più marcata verso il fisco tra le partite Iva, che in alcuni casi ricorrono a pratiche di sotto-dichiarazione.
Inoltre, nel 2025, il recupero dall'evasione fiscale ha raggiunto un record di 36,2 miliardi di euro, con un incremento del 44% rispetto al 2022. A livello europeo, la pressione fiscale italiana si attesta al 43,1% del Pil, posizionandosi al quinto posto nell'Unione Europea, superiore alla media del 40,7%. La Francia guida la classifica con il 46,1%, seguita da Danimarca, Belgio e Austria.
