Svolta al processo Maradona: per il perito il cuore del campione era sano

Durante il processo riguardante la morte di Diego Armando Maradona, il cardiologo Ricardo Iglesias ha dichiarato in tribunale che il cuore del campione era "completamente normale" e privo di patologie rilevabili. La morte di Maradona, avvenuta il 25 novembre 2020 durante le cure domiciliari, è stata definita da Iglesias come una "morte improvvisa".
Il cardiologo ha contestato le precedenti perizie che sostenevano che Maradona soffrisse di cardiomiopatia dilatativa e avesse un cuore ingrossato, evidenziando che non c'erano segnali premonitori di un esito fatale. Iglesias ha fatto parte della commissione medica che nel 2021 aveva criticato la condotta dei sanitari, ma ha firmato il rapporto in dissenso.
Ha inoltre sottolineato che Maradona era stato sottoposto a due ecocardiogrammi nell'ultimo anno, aveva affrontato tre interventi chirurgici e aveva consultato 17 medici senza che emergessero problemi di salute. Riguardo ai sintomi avvertiti nei giorni precedenti alla sua morte, come gonfiore, tachicardia e stanchezza, Iglesias ha affermato che non indicavano un rischio cardiaco elevato. Attualmente, sette operatori sanitari, tra cui il neurochirurgo Leopoldo Luque e la psichiatra Agustina Cosachov, sono accusati in relazione alla morte del calciatore.
