Sulla vicenda della grazia tra scontro istituzionale e bufera politica
L’istituto della grazia, simbolo della clemenza statale, è al centro di un acceso dibattito istituzionale. Nicole Minetti, ex consigliera regionale condannata a 3 anni e 11 mesi per favoreggiamento e peculato, ha ricevuto la grazia dal Presidente Mattarella a febbraio, ma la notizia è emersa solo in aprile. Le motivazioni umanitarie legate all’assistenza di un familiare minore in difficoltà sono ora messe in discussione da un’inchiesta de Il Fatto Quotidiano, che sostiene che il bambino abbia genitori biologici in Uruguay e che la madre sia scomparsa. Questo solleva interrogativi sull’affidamento e sulle reali necessità mediche che hanno giustificato la grazia.
La Presidenza della Repubblica ha richiesto al Ministero della Giustizia di acquisire informazioni urgenti per verificare la veridicità delle notizie. Il ministro Carlo Nordio ha avviato verifiche interne, collaborando con la Procura Generale di Milano, che aveva dato parere favorevole alla grazia.
Le opposizioni, in particolare il Partito Democratico, hanno espresso forti critiche. Debora Serracchiani ha parlato di “gravità inaudita”, chiedendo le dimissioni di Nordio. Anche Angelo Bonelli di Alleanza Verdi e Sinistra ha presentato un’interrogazione per chiarire possibili omissioni nella domanda di grazia.
Il Ministero ha ribadito che non ci sono elementi negativi agli atti e ha ricostruito l’iter che ha portato alla grazia, confermando la necessità di acquisire nuovi elementi dopo le recenti rivelazioni. Nordio ha risposto alle critiche di Serracchiani, sottolineando l’importanza di seguire le procedure previste dalla legge.
