Strage di via D’Amelio, il groviglio dei depistaggi
Le indagini sulla strage di via D’Amelio continuano a rivelare un intricato sistema di depistaggi e connivenze tra esponenti delle forze dell’ordine e la mafia. Marzia Giustolisi ha approfondito questo complesso scenario, evidenziando le inquietanti alleanze che avrebbero potuto influenzare le stragi del 1992. Una nota della Direzione Investigativa Antimafia, presentata in aula, ha messo in luce i legami tra boss mafiosi e rappresentanti delle istituzioni.
Il giudice Leonardo Guarnotta è stato identificato come una delle vittime designate, secondo quanto dichiarato da Pietro Riggio, ex agente di polizia penitenziaria e collaboratore di giustizia. Riggio è il principale accusatore di Angiolo Pellegrini e Alberto Tersigni, due ex ufficiali dei carabinieri ora accusati di depistaggio e attualmente sotto processo a Caltanissetta.
Insieme a Pellegrini e Tersigni, è imputato anche Giovanni Peluso, ex poliziotto che ha confessato di aver partecipato alla strage di Capaci. Peluso è accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. Le udienze continuano a svelare dettagli inquietanti su un sistema di omertà e collusione che ha ostacolato la giustizia per anni.
