Shoah, Netanyahu: “Contro l’Iran non saremo vittime ma leoni”
In occasione del Giorno della Memoria per la Shoah, il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha lanciato un forte avvertimento, paragonando la minaccia attuale dell’Iran all’incubo nazista. “Non siamo più vittime senza difesa, ma leoni che reagiscono”, ha affermato, evidenziando il cambiamento radicale nella condizione del popolo ebraico dalla fine della Seconda Guerra Mondiale.
A Gerusalemme, David Cassuto, sopravvissuto all’Olocausto, ha offerto una testimonianza che collega il passato al presente. Per chi ha vissuto gli orrori della Shoah, le parole di Netanyahu assumono un significato profondo, evidenziando la determinazione a evitare che simili atrocità si ripetano, pur mantenendo una distinzione tra il trauma della memoria e le sfide geopolitiche attuali.
Il discorso del Premier ha colpito in particolare i giovani israeliani, che si preparano a indossare l’uniforme. Per le nuove generazioni, il passaggio da “vittime” a “leoni” non è solo una metafora, ma una realtà quotidiana, segnata dall’addestramento militare e dalla consapevolezza della necessità di difendere lo Stato in un contesto regionale sempre più teso.
La società israeliana si trova così divisa tra il dovere di ricordare e la necessità di affrontare una minaccia contemporanea, che la leadership del Paese ritiene richieda la stessa vigilanza riservata ai momenti più bui del XX secolo.
