Scende la spesa sanitaria: 5,8 milioni di italiani rinunciano a curarsi. Italia ultima tra Paesi G7

Il servizio sanitario nazionale italiano continua a trovarsi in difficoltà, con una spesa pubblica che nel 2022 ha raggiunto il 6,2% del Pil, in calo rispetto al 6,3% dell'anno precedente. Questo dato colloca l'Italia ben al di sotto della media dei Paesi Ocse e di quelli europei, entrambi fissati al 7,1%. L'analisi condotta dalla Fondazione Gimbe, in vista della discussione sulla Legge di Bilancio 2027, evidenzia un "sottofinanziamento pubblico" che ha indebolito il servizio sanitario e compromesso l'accesso a cure fondamentali.
Nel 2024, 5,8 milioni di italiani hanno rinunciato a esami diagnostici e visite specialistiche a causa di difficoltà economiche. La spesa sanitaria pubblica pro capite in Italia è stata di 3.952 dollari, inferiore di 909 dollari rispetto alla media Ocse e di 1.013 dollari rispetto alla media europea. Questo divario si è ampliato dal 2011, accumulando un deficit complessivo di 36,1 miliardi di euro negli ultimi 15 anni.
Le opposizioni criticano il Governo per non affrontare l'emergenza sanitaria, sottolineando come il sottofinanziamento stia avendo ripercussioni sempre più gravi sulla vita dei cittadini. Dall'altra parte, i professionisti sanitari chiedono un'inversione di tendenza nella spesa, non solo in termini quantitativi, ma anche per quanto riguarda l'allocazione delle risorse.
Il Governo, da parte sua, ha promesso un aumento del Fondo sanitario, con 18 miliardi aggiuntivi negli ultimi tre anni e 6,3 miliardi previsti per quest'anno, cercando di rassicurare sulla volontà di investire nel settore.
