Sanchez: “Reti russe e israeliane hanno diffuso false informazioni su Ceuta”

Pedro Sanchez ha denunciato la diffusione di false informazioni riguardanti la situazione migratoria a Ceuta, attribuendo la responsabilità a reti russe e israeliane. In un'intervista alla Cadena Ser, il premier spagnolo ha chiarito che è stata travisata una sentenza del Tribunale Supremo, alimentando disinformazione attraverso i social media e organizzazioni criminali. Sanchez ha evidenziato come questa disinformazione faccia parte di una strategia dell'ultradestra internazionale, che sfrutta la migrazione per attaccare non solo la Spagna, ma anche l'Europa.
La crisi migratoria, che ha visto l'arrivo di decine di migliaia di migranti dal Marocco a Ceuta a fine luglio, è ancora attuale. Sanchez ha riferito che circa 70.000 persone sono entrate nell'exclave, di cui il 90% è tornato in Marocco. Attualmente, rimangono circa 5.000 migranti, di cui 1.500 minorenni. Il governo spagnolo sta lavorando per identificare e gestire questi migranti, ampliando i posti di accoglienza da 500 a 6.000.
In merito alle cause di questa ondata migratoria, Sanchez ha escluso ogni responsabilità delle autorità marocchine nel rilassamento dei controlli alle frontiere. Ha sottolineato che le informazioni ricevute dai servizi di intelligence non hanno sollevato dubbi sulla partecipazione del Marocco. Inoltre, ha evidenziato la cooperazione immediata offerta da Rabat per affrontare la crisi. Infine, il governo spagnolo prevede di approvare un ulteriore stanziamento di 168 milioni di euro per sostenere Ceuta nelle conseguenze economiche della situazione attuale.
