Sabotaggio a un traliccio in Friuli e rallentamenti all’oleodotto Tal: indaga l’antiterrorismo

L’allerta sulla sicurezza delle infrastrutture energetiche in Europa è tornata a crescere dopo il danneggiamento di un traliccio della rete elettrica nazionale in Carnia, avvenuto il 25 marzo nel comune di Tolmezzo. L’incidente ha colpito la linea a 132 kV Tolmezzo-Paluzza, costringendo Terna a disconnettere la stazione di pompaggio di Paluzza per interventi urgenti. Sebbene il guasto sia stato riparato entro il 29 marzo, le conseguenze si sono amplificate a livello internazionale.

In Germania, media come Business Insider e Welt am Sonntag hanno ipotizzato un sabotaggio mirato all’approvvigionamento energetico del paese, evidenziando che il rallentamento del flusso ha costretto raffinerie come Miro e Bayernoil a ricorrere alle riserve strategiche. Nel Golfo di Trieste, si è registrato un accumulo insolito di petroliere, interpretato dalla dirigenza di Tal come un tentativo di massimizzare gli stoccaggi in un contesto di crisi globale.

Un servizio del Tg1 ha mostrato immagini di un traliccio piegato, suggerendo che sia stato segato deliberatamente. Secondo le analisi, i segni indicano un intervento pianificato per causare un lento collasso senza crolli immediati, interrompendo l’alimentazione. Gli inquirenti hanno descritto l’azione come un atto fisico e preciso, escludendo un attacco informatico. Questo ha causato rallentamenti nell’oleodotto Transalpino, che rifornisce Austria, Germania e Repubblica Ceca.

Le indagini, coordinate dalla Dda di Trieste e dal Ros dei Carabinieri, coinvolgono anche l’intelligence italiana e tedesca. Nonostante Terna abbia confermato il danneggiamento, Tal ha minimizzato l’accaduto, definendolo un “normale disservizio tecnico”. Tuttavia, l’apertura di un fascicolo da parte della magistratura e il monitoraggio dei servizi segreti indicano che l’episodio è considerato una potenziale minaccia alla stabilità energetica dell’Europa.

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